Lettera aperta a chi si sente sbagliata – cap. II

È strano come da vecchi cassetti riappaiono come bolle di schiuma lettere che non ricordavi di avere scritto ad un’amica

È un sabato mattina luminoso, caldo come gli abbracci profumati della primavera inoltrata, sei al computer e scorri le mail, alle quali dovevi già avere risposto da qualche giorno.  Poi un messaggio di Whatsapp: 

“Sai qual è uno degli articoli più letti in questi primi mesi del 2020?”. 
“Dimmi! Che sono curiosa!”
“Lettera aperta a chi si sente sbagliata”.

Eccola, la bolla di schiuma che ondeggia e ti scoppia piano sul naso. Rileggo frasi scritte quattro anni fa e ricordo quella amicizia.  Mi viene in mente la fragilità che contraddistingue molte delle persone che tengo vicino al cuore.

In questo sabato mattina nella mia prigione di comfort e sicurezza avverto fragilità e non protezione sulla mia pelle. Avverto l’incertezza collegata al cavo eternet che mi connette con persone che non conosco davvero, che mostra immagini di posti che, sicuramente, non visiterò quest’anno e di oggetti di lusso che, forse un giorno lontano, mi potrò permettere. Adesso voglio aggiungere qualche riga, aggiornare la lettera emersa dal cassetto di Comò Mag.

Cara amica, 
mai come in questo periodo storico abbiamo avvertito la gabbia della solitudine, abbiamo visto il crollo del conosciuto e ci affacciamo verso l’imprevedibile domani di un mondo nuovo. Mi auguro che i sogni di diversità e cambiamento non si scontrino con una realtà somigliante al mondo esperito prima della fine di febbraio 2020. 

Allora, amica mia, mai come in questo momento abbiamo bisogno della delicatezza, che ti contraddistingue come una voglia sulla tua guancia colorata di fard.  C’è voglia di leggerezza e spontaneità, di sentimenti sinceri e abiti leggeri.  

Chi è abituato a convivere con timidezza e fragilità ora potrà sentirsi più a suo agio, la spavalderia e l’arroganza si nascondono sotto mascherine chirurgiche e guanti di latex. Sono certa che sotto la tua mascherina c’è qualcosa di più, c’è una bocca che non ha più paura, che ha imparato a pronunciare le parole che svelano noi stessi, che ha imparato a colloquiare con l’anima e non soltanto con la favella.  Lo so, che sotto la timidezza epidermica si nasconde un cuore di coraggio.

Forse quattro anni sono serviti a maturare la coscienza del nostro essere e confermare come i tuoi sentimenti non si evolvano, sono già nati con te e si manifesteranno sempre, con o senza mascherina.  L’esperienza di un mondo nuovo è la rinascita che stavi aspettando, il capitolo del libro mai scritto, riposto nel primo cassetto della scrivania. 

Rinnovo l’imperativo della mia vecchia lettera e ti scrivo: “Sii felice”, e aggiungo “sii fragile con orgoglio e noncuranza dei giudizi di chi si sente migliore di te, sono voci che appartengono al passato.  Tu sei nel presente, fai un passo, tu sei il futuro”. 

Con affetto, 
Claire o Toni (i soprannomi cambiano)

foto di Chiara Tonelli lettera aperta a chi si sente sbagliata 2 Comò Mag.
Chiara Tonelli, L’estate a casa, 2018

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