Lo immaginavo più grande

Talvolta immaginiamo qualcosa nella nostra testa, ci costruiamo un’idea, diamo una forma, un colore e una grandezza. Quando, però, finalmente ci troviamo faccia a faccia con l’oggetto lungamente immaginato, spesso restiamo delusi. I racconti della gente, le immagini sulle riviste, le scene dei film, i video sul web, tutte queste cose creano in noi un’aspettativa che viene tradita quando vediamo per la prima volta la cosa dal vero e spesso a lasciarci insoddisfatti sono proprio le dimensioni: Bello eh, ma tutto qui? Lo immaginavo più grande.

A scanso di equivoci, ci tengo a precisare che sto palando di opere d’arte e nello specifico di quelle che si bullano in giro di essere grandi e grosse e poi si rivelano adatte all’Italia in Minuatura. Quando, infatti, vediamo per la prima volta un quadro, una statua o un edificio architettonico (di quelli proprio famosi, famosi) spesso restiamo delusi dalle dimensioni. Qui si potrebbe aprire un dibattito senza tempo sull’opposizione quantità versus qualità, con frasi del calibro le dimensioni non contano e l’importante è saperlo usare, ma non voglio inoltrarmi in questo terreno impervio.
Sia chiaro, non ne faccio un problema di valore artistico, ma (ammettiamolo) quando siamo arrivati per la prima volta davanti alla Gioconda, dopo esserci fatti spazio tra la ressa a forza di gomitate, abbiamo tutti sicuramente pensato che era troppo piccola, con buona pace di Leonardo.
La scorsa settimana sono stato un paio di giorni a Torino, città tanto bella quanto ingannevole. Quando, infatti, mi sono trovato sotto la Mole Antonelliana, simbolo architettonico della città, la prima cosa che ho pensato è stata: Ne manca un pezzo! Nelle foto era sicuramente più alta. Poi sono comunque morto di paura dentro l’ascensore di vetro che lentamente ti porta sulla cima dell’edificio e in quel momento ho apprezzato il fatto che non fosse più alta, ma questa è un’altra storia. 
Vogliamo parlare del famoso Manneken Pis (il bambino che fa la pipì a Bruxelles)? Quando, la scorsa estate, mi sono trovato davanti alla famosa statua di bronzo (che ha dato vita a simpaticissimi gadget, come il cavatappi con pistolino avvitabile) mi sono sentito come Derek Zoolander davanti al modellino del “Centro per ragazzi che non sanno leggere bene”: Cos’è questo? Un centro per formiche? Deve essere almeno… tre volte più grande di così!

La prima volta sotto la Torre Eiffel? Troppo bassa. La Fontana di Trevi? Ne la Dolce Vita sono sicuro fosse più grande e spaziosa. La Torre di Pisa? Abito in una palazzina più alta. Se nella vita avete fatto qualche viaggetto sono certo vi saranno già venuti in mente molti altri esempi che accomunano tutti i turisti vittima di un’immaginazione ingannevole.

In ogni caso, superato il disorientamento iniziale e aggiornato il file della nostra mente con le giuste misure, si po’ apprezzare con più serenità la bellezza di questi capolavori, perché (ora lo possiamo dire) le dimensioni non contano, almeno nel campo dell’arte.

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