L’ultima passeggiata

Non esiste un modo per lasciarsi bene perché anche se non si litiga o non ci si offende quando il cuore soffre l’avverbio “bene” non fa parte del nostro vocabolario.

Non cercate riferimenti autobiografici, non credo di essere così Vip da attirare attenzioni mediatiche attraverso la mia vita sentimentale, leggete queste righe come una considerazione sulla fine di un rapporto o, per essere più ottimisti per chi è d’accordo, per la sua evoluzione.

Parliamo dell’allontanamento di due persone che si sono volute bene (sempre per rimarcare l’avverbio incriminato), si parla di routine che vengono a mancare, di frasi non dette, soddisfazioni personali e, inevitabilmente, qualche rimpianto. Come la testa agisca in determinati frangenti è assai complesso comprenderlo, sta di fatto che per il primo periodo vediamo davanti ai nostri occhi il film dell’ultimo incontro passato insieme.

Ricordate ogni dettaglio: dall’abbigliamento alle frasi meno significative e scendendo nel profondo ricordate bene quella fitta allo stomaco che vi ha fatto comprendere come l’avverbio bene si trasformasse nel sostantivo “fine”. Ognuno di noi conosce i motivi reali della fine di un rapporto, anche se a volte sono camuffati da frasi fatte, “non è colpa tua, il problema sono io”, “il legame sta diventando troppo impegnativo”, “non riesco a darti quello che mi chiedi”, “tra me e la mia ex c’è solo amicizia”, è inutile raccontare a se stessi fandonie varie, anche se il cuore è la componente meno razionale del nostro corpo, sono convinta che nel dolore conservi più lucidità che nelle fasi di innamoramento e sia in grado di trasmetterci qualche nozione utile riguardo alla fine di questo rapporto.

Rio de Janeiro 22° 56’ 42’’ S 2011-06-04 lst 12:34

Salutarsi è il momento più complicato, questo arriva dopo una valanga di parole da psicologi e analisti del cuore, per non dire avvocati divorzisti, e ormai sfiancati da questa sessione di terapia intensiva, ecco che la pesantezza dell’addio non ci lascia respirare. Non si utilizzano mai le parole che vorremmo pronunciare, quelle ci vengono in mente appena lei o lui se ne é andato e la frase giusta ti rimane secca sul palato. Entrambi sanno che non potranno rimanere amici, anche se questa è una meravigliosa bugia che in tanti adorano raccontarsi, ma l’amicizia, per quanto profonda e sincera, è un’altra storia. Ci si abbraccia a volte e cerchiamo in quel momento di fissare nella mente quella stretta, ce la ricorderemo per un po’ e poi quando il cuore avrà smesso di soffrire anche la sensazione più incancellabile sbiadirà. C’è chi dice ‘ciao’, chi rimane in silenzio, chi sfodera un brillante ‘ci vediamo in giro’ oppure chi non nasconde lacrime copiose.

Non esiste un saluto “giusto” così come non esiste un modo altrettanto “giusto” di lasciarsi. Solo una cosa va tenuta a mente: come stavamo prima di arrivare alla rottura e fissare le sensazioni più piacevoli nella mente, partendo da quelle cominciare a mettere a fuoco quando i dettagli hanno cominciato a sfuocarsi e da lì in poi abbiamo cominciato a vedere tutto offuscato e a non riconoscere la coppia che pensavate di essere. Provate a vedere questo film, cullatevi nel romantico inizio, soffrite nello svolgimento della trama e convincetevi che la parola fine è una soluzione giusta per il momento che state vivendo. Poi un domani non si sa cosa accadrà, ma avere dei bei ricordi non significa che questi debbano condizionare il vostro presente, tantomeno il vostro futuro.

Avere le chiavi dell’animo di qualcuno è un grande privilegio da custodire con serietà e serenità, averlo avuto è un qualcosa che nessuno potrà mai portarvi via.

San Francisco 37° 48’ 30’’ N 2010-10-09 lst 20:58

 

Le fotografie fanno parte delle serie Darkened cities del fotografo francese Thierry Cohen. Mostrano come sarebbe il cielo delle città più celebri del pianeta se non ci fosse inquinamento e luci artificiali ad impedirci di ammirare questo spettacolo. Ho scelto di abbinarle a questo articolo per la bellezza delle stelle, della notte, compagna degli amanti e compagna di notti insonni spese a ripensare al passato.

 

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