New Year, new me… or maybe not?

Comò Mag. Trash

Come ogni magazine che si rispetti è bene che anche sul Comò, precisamente nel mio cassetto che non a caso riguarda principalmente la fuffa come stile di vita, si affronti il tema del nuovo anno e della nostra umana tendenza ai buoni propositi che poi regolarmente vengono rispettati come Corona rispettava la privacy altrui.

E vi diro di più: la ragione per cui ogni anno restiamo fedeli alle nostre buone intenzioni capodannesche lo stesso tempo che Asos ci impiega a spedirci un paio di body in lurex (ovvero dai 5 agli 8 giorni lavorativi, perchè si sa che nel we i buoni propositi vanno a farsi benedire) è perchè l’uomo è essenzialmente temporalità. Ora, se non avete chiuso il pc con rabbia perchè ho tirato fuori Heidegger, cercherò di spiegarmi meglio attraverso le parole di un altro tedesco, spesso associato ad un altro tedesco con i baffetti. A buon intenditore poche parole.

Comò Mag.

Nella II delle Considerazioni Inattuali di Nietzsche si legge: “l’uomo chiese una volta all’animale <perchè non mi parli della tua felicità e soltanto mi guardi?> L’animale dal canto suo voleva rispondere e dire che ciò deriva dal fatto che dimentico subito quel che volevo dire, ma subito dimenticò anche questa risposta e tacque sicchè l’uomo se ne meravigliò e si meravigliò anche di sé stesso per non poter imparare a dimenticare e di essere continuamente legato al passato, per quanto lontano, per quanto rapidamente egli corra, corre con lui la catena, è un miracolo! L’istante eccolo presente, eccolo già sparito, prima un niente e dopo un niente. L’istante torna tuttavia ancora come uno spettro turbando la pace di un istante posteriore. Continuamente un foglio si stacca dal rotolo del tempo cade, vola via, e ritorna improvvisamente indietro in grembo all’uomo, allora l’uomo dice <mi ricordo!>”

Comò Mag. Trash

Ecco, dietro di me per esempio corre tutta la catena dei ricordi di quanto cazzo siano buoni i dolci che ho mangiato nella mia vita e mi perseguita, impedendomi di resistere a dei pancakes da me mangiati il giorno 2 Gennaio 2016 alle 11, dopo aver fatto un fioretto “basta dolci sotto ogni sembianza” l’1 Gennaio alle 00:00. Non la mia migliore performance, devo dire.

Comò Mag. Trash

Ma non sono tutte cattive notizie. Proprio perchè il passato non ce lo dimentichiamo e “non siamo attaccati al piolo del presente” come scrive Nietzsche che non a caso è morto pazzo, possiamo attenderci il futuro, progettarlo, immaginarlo.

Se ricordiamo possiamo anche promettere.

Nietzsche definisce l’uomo come “l’animale che sa fare promesse”, che parafrasato sarebbe “l’animale che a Capodanno, con lo stesso livello di sobrietà di Grignani nella foto in allegato affermano a gran voce che <basta da quest’anno si cambia registro>”. Definizione un po’ prolissa ma esplicativa. Anzi un po’ imprecisa, perchè queste promesse le possiamo fare ogni giorno dell’anno, ad ogni ora del giorno.

Comò Mag. Trash

Tutta questa manfrina per dire che seppur il passato condiziona il nostro presente, non immobilizza il nostro futuro. Sempre Nietzsche dice “diventa ciò che sei” e sempre lui forse era anche lui nello stato di Grignani quando l’ha scritto, ma una certa ragionevolezza c’è in queste parole. Probabilmente a 30 anni davvero non mangerò più dolci.

Ok questa è una cazzata e non succederà mai, ma il senso è: siamo in grado di porci degli obiettivi, di promettere a qualcuno di stargli accanto per tutta la vita, addirittura di smettere di fumare. Non è facile riuscirci, ma già poter dire ad alta voce di volerlo fare è un buon inizio, no?

Tipo io adesso prometto che domani non mangio dolci al cucchiaio, per gli altri mi prendo tempo. Da qualche parte si dovrà pur cominciare. Tante care cose!

(Tutte le gif sono di Trash Italiano)

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