Niside, vuoi conoscere la mia storia? | 12 Ottobre

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Lisbona, 12 Ottobre

Non sopporto il tuo modo impertinente di affermare la forza, hai continuamente bisogno di commiserare chi ti sta intorno. Perché al di sopra di ogni cosa ami te stessa, il tuo benessere non ha a che vedere con gli altri, eppure non fai mai a meno di nessuno realmente.
Confesso che ho viaggiato molto spesso perché ero da solo, sì, ma un giorno, al bivio, non ero più così convinto di prendere la strada a destra o quella a sinistra, come avevo sempre fatto senza quasi guardare i segnali.
Ti racconto una storia, Niside, hai voglia di continuare a leggere?

Storia_Scalinate_Lisbona

Molti anni fa, in un agosto tiepido, avevo deciso di raggiungere la Francia, ero solo come sempre e non mi facevo nessuna domanda particolare; in valigia un libro di Pavese che avevo paura di portare a termine, le fotografie fatte a Barcellona e una tela. Volevo mostrare tutte queste cose al signor Perriet, uno stimato studioso di arte contemporanea che si stava interessando di aprire delle gallerie in giro per l’Europa, cercava talenti ed io ero arrivato a lui con la mia solita fortuna.

Storia_Arte Contemporanea

Sì perché qualche mese prima ero uscito a prendere un caffè con Gaspare, che infrangendo come sempre le regole dei giochi, aveva portato con sé una donna. La conversazione era inevitabilmente limitata – erano palesemente reduci da una lunga notte di sabbia – allora pensai che sarebbe stato conveniente rimanere fermo su pochi argomenti senza andare fuori strada: lavoro, famiglia, il clima.

storia uomo sigaretta

Avevo esaurito le notizie riguardo alle previsioni metereologiche, Gaspare era divertito, percepiva il mio imbarazzo, e pensò di stemperare l’atmosfera chiedendomi cosa stavo combinando con i miei quadri. Gli dissi che era poca roba, che la gente credeva che l’arte dovesse stare chiusa nelle chiese e che in Italia si preferiva restare fermi, nell’eterna meravigliosa bolla abitata da antiche glorie. La donna di Gaspare si mise a ridere, prese a farmi un discorso imprevedibilmente brillante – ricordo ancora le sue labbra secche, i suoi capelli neri e scompigliati, le si appiccicavano al petto abbronzato e umido – che si concludeva con “se non sapete cavarvela vi serve un miracolo”. Mi disse che suo fratello aveva dato un dispiacere alla sua famiglia, anni prima, dichiarando la sua omosessualità, ma una grande gioia a lei che aveva conosciuto il suo compagno, il quale l’aveva fatta arricchire: chissà come quel finocchio era riuscito a far innamorare un certo monsieur Perriet lì in Francia; questo rimase folgorato dalla bellezza di Maria Grazia, e la fece posare per i suoi dipinti pagandola discretamente. Insomma il necessario per un corredo matrimoniale, avrei detto io, e invece fui costretto a pensare che avesse fatto molto di meglio con quel denaro.

storia murales fiori

E dunque torniamo ad Agosto: ero in viaggio verso Perriet, teso e ansioso – emozioni che non mi si addicevano neppure allora ma che imparai ad apprezzare proprio quel giorno – nella carrozza c’era un caldo infame e io fumavo Gauloises per entrare nel personaggio. Continuavo ad andare su e giù con lo sguardo su quella pagina di Pavese che non volevo accettare, che mi faceva spavento e mi ripugnava al tempo stesso, e in un momento di fuga da quelle parole vidi in fondo al vagone una donna vestita di bianco. Bella, luminosa di lentiggini e ciglia, avvolta dall’aurea acre di ogni rossa, ebbi la sensazione di aver camminato per giorni nella natura e di aver visto un cespuglio pieno di bacche colorate. Lì mi fermai, e fu tutto.

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Con un certo dispiacere sto arrivando alla fine del foglio e la mia penna è secca di inchiostro. Non ho la capacità di molti prosatori, non sono chiaro e nemmeno coinciso, in venti righe avrei già voluto dirti ogni cosa, magari farti cambiare idea, ma non so se sei pronta al mio dolore, non so se sei pronta a provare rammarico.

La luna è stata gravida e ora di nuovo una falce, mi sembra cattiva, a volte crudelmente bella: mi condanna.
Approfitto della precarietà delle mie risorse…non ti ho chiesto e ho iniziato senza permesso, vuoi ascoltare davvero la mia storia?

Con affetto
Oscar

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Tutte le fotografie di questo articolo sono di Moveast

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