Problemi: il podcast di cui abbiamo bisogno

Problemi Podcast copertina 03

Problemi con i podcast

Chi di voi non hai mai tenuto un diario? Tutti l’abbiamo fatto.
Non per forza un diario segreto vero e proprio, vale anche solo annotarsi ogni tanto cose belle o brutte che ci sono successe. Io l’ho sempre fatto più con le cose brutte. 

Un podcast si presta molto a essere un diario. È come avere una moleskine su cui scriviamo quello che vogliamo. La differenza è che anziché tenercelo per noi, nel nostro zaino, quello che abbiamo scritto è praticamente alla portata di tutti.
Non proprio un diario segreto insomma. 

Problemi è questo ma anche molto altro. Un grande diario in cui il suo creatore Jonathan Zenti, in arte (ovvero su IG) Jonzazan, riversa frustrazioni, idee, aneddoti, prese in giro, citazioni, rivelazioni. 

D’altronde ne ha di cose da dire il nostro Jonathan, uno che fa questo lavoro da quando i podcast non si chiamavano ancora podcast bensì audio-documentari e, semi-citandolo, non se li cagava nessuno.
E chi siamo noi per contestarlo?! Co-autore di Ora – Un anno col terremoto, opera in cui Marianna Stella documenta l’intero anno successivo a Norcia dopo il terremoto del 2016; autore di Ritratti (o si muore), progetto che va a scandagliare i confini geografici, politici e mentali dell’Italia unita; autore di Meat, un podcast meraviglioso sull’importanza che i nostri corpi hanno sulle nostre vite. 

Il signor Zenti è tutto questo e non solo. Problemi è solo l’ultimo e disperato tentativo di salire sulla cresta dell’onda in questi anni in cui il podcast sembra andare di moda. 

Problemi con Problemi

Probleeemiiiiiii….”

Se avete già ascoltato il podcast saprete sicuramente come canticchiare la riga sopra. Se non lo avete ancora fatto lo saprete presto. 

Ogni puntata di Problemi parla di problemi specifici legati ad una tematica. Quelli con la propria città natale, quelli con la paranoia che ti assale ad ogni cosa che pensi o che fai, quelli col dire di no alle persone che ti propongono cose. Problemi col fatto che il podcast sta crescendo e quindi, essendo Zenti un guru del podcasting, tutti gli rompono le scatole. 

Epica, comica e tragica è la Trilogia della Pandemia, un tris di puntate che hanno come oggetto il lockdown di Marzo-Aprile 2019. Più di tre ore di audio in cui vengono affrontati il male di vivere scaturito dall’inizio della quarantena, l’adattamento a questo nuovo modo di vivere e le difficoltà della ripartenza. 

Tutti questi problemi vengono raccontati da Jonathan con ironia, sarcasmo, irriverenza, un buon pizzico di ansia, senza mai dare nemmeno l’impressione di volerli affrontare con il fine di risolverli. D’altronde non ci chiamiamo mica Mr. Wolf

Zenti però non è da solo. Ha con sé una spalla, quell’entità che è sempre con te, che con la sua voce metallica ti tartassa l’anima, ti crea problemi e a volte (ma molto raramente) te li risolve. Quello che Collodi avrebbe chiamato Grillo Parlante e che noi chiamiamo coscienza.
Ecco, la coscienza di Zenti è viva, parla ed è co-protagonista della scena. E da un sacco fastidio al suo creatore. 

Problemi con le definizioni 

Tecnicamente questo podcast è tutto il contrario di tutto. 

Le puntate durano quasi tutte un’ora o più eppure vanno giù come l’acqua fresca in pieno agosto.

Il format è all’apparenza quello del dialogo tra il protagonista e la sua coscienza ma in realtà c’è un terzo interlocutore: l’ascoltatore. Quest’ultimo, infatti, è sempre chiamato in causa. Le due voci si rivolgono direttamente a lui e non di rado questo terzetto sembra quasi prendere forma fisica nella nostra testa mentre ascoltiamo e immaginiamo di partecipare sul serio alla conversazione. Grande merito di Zenti che riesce a immaginare non di rado le reazioni dell’ascoltatore e a cavalcarle con saggezza e ironia. 

I dialoghi tra Zenti e la sua coscienza sono conditi da vocali esterni di ospiti, vecchie registrazioni di momenti e situazioni strane della vita del protagonista, musiche e audio creati ad hoc che vanno ad arricchire la puntata. E poi citazioni, voli pindarici e frecciatine sparse di qua e di là. 

Un lavoro estremamente eterogeneo ed eclettico che classifica questo podcast nel format “inclassificabile”. Ovviamente in senso più che positivo. 

Problemi parla dei problemi del suo creatore ma anche, e soprattutto, dei nostri problemi. È il podcast che non ci meritiamo ma di cui abbiamo bisogno

E, come se non bastasse, da qualche tempo è uscito anche Problemi Deli, il podcast quotidiano in cui Zenti ci propone la sua su quello che succede in Italia. Un altro regalo del nostro audio-pioniere preferito. 

Quindi se non l’avete ancora fatto prendete il cellulare, dimenticatevi per un po’ i vostri problemi e andatevi ad ascoltare quelli di Jonathan. In fondo ascoltare i problemi degli altri è sempre più soddisfacente che cercare di risolvere i nostri.

Puoi ascoltare Problemi di Jonathan Zenti su tutte le piattaforme di streaming audio.