Quanto vale la fine di un’amicizia

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Chi trova un amico trova un tesoro

Vero. Verissimo. Ma come diceva Verdone a proposito di un altro sentimento, si potrebbe aggiungere la precisazione temporale:

L’amicizia eterna finché dura

Un po’ come scoprire che l’argento, per quando fine, elegante e lucido dopo un po’ si ossida.

Partiamo dalla definizione sentimentale di amico: si comincia a parlare di un conoscente in questi termini quando la frequentazione si misura in tempi regolari, interessi simili e, in parole che avrebbero fatto piacere a Goethe, per affinità elettive. Chi è cresciuto a pane e Disney, come la sottoscritta, si augura di avere incontrato una persona valida, che mai la deluderà, con la quale condividere segreti e difficoltà apparentemente insormontabili.

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Prima di far terminare l’amicizia ideale appena tratteggiata focalizziamoci per un attimo su di noi.
I nostri segreti, i nostri gusti cambiano con noi, secondo ritmi incostanti e così personali da divenire imperscrutabili persino a noi stessi.

“Prima non mettevi mai peperoncino nella pasta!”

“Lo so, ma adesso mi piace”

Sei cambiato e non sei nemmeno tu come, quando, perché.

Se l’amico non cambia con noi o come noi? Se le difficoltà non si limitano solo a gusti culinari ma trovano applicazione nelle abitudini che condividevate?

Quel binario a doppia corsia comincia ad allontanarsi molto spesso silenziosamente, come un treno futuristico, oppure facendo rumore con scontri verbali anche se le discussioni troppo spesso rimangono sospese nel vuoto senza capirsi.

Ed ecco che arriva il momento dei conti, spesso fatti senza l’oste, ma quando non si tratta di denaro si può fare un’eccezione.
In questa fine c’è un pezzo di noi, di quello che eravamo ma che continuiamo ad essere, ricordi di vita e stupidate che anche un altro conosce, così come tu farai sempre parte di una parentesi breve, lunga o ancora aperta della sua vita.

Quanto vale la fine di un’amicizia?

Vale quel modo di salutare che ti insegnato, vale quel weekend in riviera dove la parola d’ordine era “quel che succede in vacanza, rimane in vacanza”, vale quel capodanno fuori porta da dimenticare, vale il suo pianto da fine di una storia importante e vale saluto che vi scambiate ora: “Ciao, come va?” “Bene, tu?”

che significa qualcosa di più della semplice cortesia.

Tutto finisce.
Ma non nei ricordi.

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