Poesie di un ragazzo strano | Quarantena Mansardata

Nel duemilaventi, duemila eventi, di cui venti si sono svolti indifferenti a causa degli eventi ci hanno reso indisponenti. Nel duemilaventi tutti i momenti sono stati prepotenti, sotto scure lenti, trascurando i sentimenti ogni giorno un poco più lenti. Nel duemilaventuno, invece, saró nessuno, non il primo ma solo un uno, e guarderò al duemilaventi, trasportato via dai venti, piangendo al buio. Perchè almeno tra duemila persone e quattromila mani c’erano le tue e, in linea ai tradimenti, definiti i lineamenti, almeno, eravamo in due.

Quarantena Mansardata

Due mobili gemelli nero pastello
altrettante porte siamesi nel legno
un televisore piatto
monotono
un divano ad “L” sbagliato nel verso
Poi un tavolino basso
due macchinari allenanti ed alienanti
per fisici stressati
una stufa ricaricabile in trucioli pressati
scatole cartonate
ed una libreria convergente
nelle dimensioni
Ancora
un porta abiti da esterno
circa 2160 piastrelle bicolore
sostegno di piedi travagliati e di sudore
un terrazzo con panche ricavate
tende fatte a mano incapaci davanti al sole
ed un posacenere
che di cenere
ne assapora solamente l’espressione
Infine
una vista normale
mediocre
di tetti abbandonati
intarsiati
strutturati per non colpire
ma essere colpiti
dal cambio della stagione

Quarantena in mansarda poesia
Illustrazione di Carlotta Scalabrini.