Robert Rive – Photographies d’Italie

Di certo la Fondazione Fotografia di Modena ha abituato il suo pubblico ad essere sorpreso e questa volta attua la sua abilità rivelando alcuni tesori d’archivio acquisiti recentemente. Chiara dall’Olio, curatrice dell’esposizione, ci stupisce con fotografie di Robert Rive, fotografo di origini tedesche nato in Prussia da padre francese. Non si sa molto di questo artista, la cui biografia è per sommi tratti ignota. Rive lavorò per la maggior parte della sua vita in Italia, tanto da cambiare il proprio nome in Roberto e facendo di Napoli la propria base operativa, dove probabilmente anche la sua vita si concluse.
È proprio l’Italia la protagonista indiscussa degli scatti visibili fino a questa domenica.

Sono esposte fotografie di due album: in uno 49 scatti raccolti tra Napoli, Capri e Pompei, nell’altro, che dona il titolo all’esposizione, 147 vedute delle più celebri città del Grand Tour, un’opera inedita esposta per la prima volta in Italia.
Scorrono davanti ai nostri occhi nel suggestivo allestimento Venezia, Roma, Palermo, Torino, Genova, Taormina senza passanti o turisti, la presenza umana è praticamente assente. Sono visioni eteree a noi familiari ed allo stesso tempo sconosciute, essendo ormai noi inabili di immaginare le più famose piazze italiane vuote o simboli della cultura sguarniti delle solite folle di turisti con macchine fotografiche, o più spesso, smartphone alla mano. A Rive, dal quale questo meccanismo turistico era lontano, interessa restituire alla stampa l’imponenza di monumenti simbolo del Bel Paese, quali piazza San Marco, le rovine di Roma antica, i templi della Magna Grecia, che lo spettatore riconosce senza fatica, come in una fotografia dai toni seppia scattata durante una piacevole vacanza. L’altro grande protagonista delle vedute in mostra è il silenzio, se lo spettatore si proietta all’interno dei luoghi immortalati udirà il nulla; l’inudibile carica di presenza scenica i monumenti storici e sembra fissarli ancora di più sulle superfici.

Nonostante la distanza temporale riscontrabile nella stampa dall’effetto onirico, la forza della fotografia di Rive non risiede soltanto nella loro bellezza ma nella scelta dei soggetti, che, a distanza di anni, si possono definire eterni ed immutabili.

Grazie a queste recenti acquisizioni della Fondazione è possibile scoprire un autore poco conosciuto in Italia, unanimemente riconosciuto come un punto chiave della fotografia italiana. Rive permette allo spettatore di godere delle vedute di cui si innamoravano intellettuali ed artisti dell”800 e che continuano tutt’oggi ad ingentilire gli animi del XXI secolo.

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