San Valentino: un po’ d’amore e tanto marketing

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Disclaimer: il seguente articolo contiene elementi politically scorrect e una buona dose di acidità. Si riprende sul finale.

Si comincia a sentire profumo d’amore nell’aria a giudicare dalle newsletter, dagli annunci pubblicitari, dalle offerte di articoli a tema San Valentino che finiscono con € …,99 (eh sì, sarà proprio quel centesimo a fare la differenza). Io però non sento questo profumo, sarà la mascherina FFP2, che mi fa venire il fiatone anche con passo da flâneur, ma io l’entusiasmo di festeggiare questa ricorrenza proprio non riesco a trovarlo, non nel modo canonico perlomeno. 

O meglio, non riesco a capire come certe logiche di marketing vadano avanti senza curarsi del contesto. Quest’anno non ci saranno i soliti festeggiamenti (in ordine sparso: rose rosse, cena romantica, promesse sdolcinate che poi non verranno mantenute, ripeterti che la tua vera anima gemella sei solo tu, cioccolatini, …) e allora perché devo sentirmi proporre cose del tipo: “i migliori accessori per San Valentino”, “Sorprendil*”(con rigoroso sottofondo di musica lounge), “Per San Valentino prendila per la gola” (che di questi tempi suona più come una minaccia che non come un invito in pasticceria), … ?!

Siamo tutti psicologicamente ed emotivamente provati da questo susseguirsi di giornate sempre uguali dove solo il lavoro sembra avere ritrovato una parvenza di normalità ma non lo svago, a parte le passeggiate nei pressi della nostra abitazione, che hanno trasformato la popolazione in una squadra podistica. Perché i ricordi della vita pre-pandemia devono essere ritrovati nel marketing? Che tristezza sale nell’anima, peggio della nebbia di Pascoli e del drammatico languore del “Gelsomino notturno”. Che ne è stato dell’inventiva, del brio, del gergo brillante? Me ne rendo conto solo all’inizio di quest’anno tribolato (e mi ritrovo nella somiglianza pascoliana).

Per questo ho preso la decisione di fuggire dallo shopping banale a cui certa comunicazione vorrebbe portarmi e affrontare i prossimi acquisti (che arriveranno presto, perché non so tu, ma a me la voglia di comprare non passa mai) in modo diverso.

Voglio sostenere le idee nuove, i messaggi forti, le produzioni sostenibili. Premiamo pubblicitari, social media strategist, commercianti e venditori ambulanti che sanno parlare il tempo di oggi o che siano capaci di strapparmi un sorriso. Sono decisa a spaziare tra varie categorie di negozio, dai ristoranti ai musei, dalle librerie all’abbigliamento, dall’artigianato ai servizi per la persona, perché tutti hanno bisogno di sostegno. Non si vive di solo amore.

E tu – comodino – sei come me? Affrontiamo i prossimi acquisti in modo innovativo!