Silvia Clo Di Gregorio | Occhiali Rosa

Nel salotto del Comò facciamo accomodare Silvia Clo Di Gregorio, regista di video musicali e aspirante regista cinematografica. Ve la ricorderete anche come creativa del duo di Felpafelpa, insieme a Leonardo, con cui avevamo chiacchierato prima di Natale. Silvia è una ragazza con le idee in continuo divenire, impegnata con la sua poetica ad andare contro gli stereotipi e le visioni standard del nostro tempo. Lei stessa si definisce “regista femminista e dalle orecchie grandi”, quest’ultime le vede come bellissime conchiglie, dietro cui un giorno potrà organizzare delle mostre d’arte. Una personalità profonda con tante storie nel cassetto, eccone alcune!

Silvia Clo Di Gregorio Occhiali Rosa

Ciao Silvia, cosa c’è nel tuo cassetto? 

Nel mio cassetto ci sono il mio gatto Gagarin (lo so, ci sta un po’ stretto), l’insalata russa, la mia prima macchina fotografica e sicuramente un libro. Oggi ti dico La Dragunera di Linda Barbarino, che sto leggendo.

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Per la Regione Emilia-Romagna hai diretto il video di lancio del Patto per il Lavoro e per il Clima. Hai dei ricordi di queste terre che ti piacerebbe condividere?

Mia mamma Barbara – che saluto: «Ciao mamma!» – è nata a Porretta Terme, in provincia di Bologna. Quando mi hanno chiamata per questo spot è stato come un richiamo antico, un viaggio nelle terre materne. Mamma proviene da una famiglia numerosa e proletaria, mio nonno era fontaniere, deportato nella Seconda guerra mondiale, mia nonna una mondina. Girare Il Patto per il Lavoro e per il Clima ha significato molto. In ogni cosa che faccio c’è la mia visione più personale oltre alla mia regia, infatti alcuni volti del “Patto” sono proprio i miei zii, ne ho parecchi quindi dovrete indovinare quali sono!
So che questo porta lo spettatore a percepire un’autentica vicinanza, oltre al fatto che di per sé lo spot è molto emozionante: l’Emilia-Romagna è una delle regioni più belle del mondo, anche grazie all’attitudine degli abitanti. 

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Hai studiato a Roma, Berlino e Milano. Quale di queste città ti ha arricchito di più, se riesci a scegliere, oppure cosa ti ha dato ciascuna di loro?

Berlino è stata come un amore fugace estivo, non continuativo, ci tornerei ancora per qualche mese per rivedere la città con occhi diversi, all’epoca ero piccola e studiavo ancora. Milano mi piace perché la associo a Logo, mia sorella, con cui ho un legame pazzesco, anche lavorativo: tutti i video del suo Ep Inverno Deep li ho girati io!
Quindi Milano è per me feste e meravigliose persone. Roma è un amore e odio, come tutti quelli che vivono a Roma o che ci hanno vissuto. Ho passato otto anni bellissimi, tra cui quelli universitari, ma è come se la capitale mi avesse dato tutto quello che poteva. Ora sto pensando di arricchirmi con altre città al di là dell’oceano.

Logo, Silvia Clo Di Gregorio Occhiali Rosa

Recentemente ho letto il breve saggio Il pericolo di un’unica storia di Chimamanda Ngozi Adichie, che si scaglia contro il problema degli stereotipi che trasformano una storia in un’unica storia, eliminando ogni sfumatura culturale. Nei tuoi video esalti lo sguardo differente e le bellezze lontane da canoni imposti. C’è un luogo comune che ti piacerebbe sfatare?

La nostra società è fatta di luoghi comuni e visioni imposte, nei video cerco di esaltare il mio modo di vedere le cose, le cose che di fatto mi piacciono. Spero siano vicini e rappresentino un altro tipo di pubblico, che ci sia una rappresentazione alternativa. Cerco di sfatare i discorsi sul corpo femminile, su ciò che viene considerato bello, andando verso una normalizzazione di tutti i corpi. Per me la parte del casting è un momento fondamentale perchè deve essere in linea in primis con la mia visione artistica e quindi politica.

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Più volte hai dichiarato che fatichi a catalogarti e a definirti secondo ispirazioni statiche, che non evolvono nel tempo quindi ti chiedo: da chi e da che cosa sei ispirata adesso?

In questo momento sto sviluppando molte idee e progetti. Ho un piccolo studio su una montagna con una finestra enorme da dove vedo il lago, l’ho chiamato Studio Gagarin. Mi piace passare il tempo a scrivere e ultimamente mi sento ispirata sicuramente da un nuovo e vecchio amore – qui entriamo nel gossip! – ma anche da una mia personale riscoperta del teatro, personaggi con tematiche nuove e inclusive della comunità LGBTQIA+. Film e libri che sto riscoprendo, un sacco di input che mi sto auto-inducendo visto il periodo di stop di cinema e teatri. A riguardo un commento a caldo è: «Ora basta, riapriteceli!».

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Oltre alle tue produzioni più recenti ho guardato anche lo short movie Thin List, esercizio di autoritratto per la BTK Filmmaking Summer School del 2015. Nel tuo raccontarti con brevi liste mi sono piaciuti molto i suoni di accompagnamento, naturali, quotidiani e delicati come le parole che hai scelto. Ci sono dei suoni che raccontano storie nella tua vita quotidiana?

Thin List è stato pensato, scritto, girato, montato e colorato in ventiquattro ore. I suoni sono frutto di pensieri di quella giornata, di oggetti con cui mi sono ritrovata a interagire, persone sconosciute a cui ho chiesto di dire o fare qualcosa per strada. Mi sono lasciata ispirare dalla città e dagli abitanti di Berlino. Sicuramente se nasci a Verbania uno dei suoni più comuni è quello della pioggia, poi ti direi in loop tante parole e le mie playlist musicali. Ho creato Studio Gagarin 2021 come colonna sonora creativa per la scrittura.

Thin List, Silvia Clo Di Gregorio Occhiali Rosa

Indossi degli Occhiali Rosa e come vedi il mondo?

Infinito.