Sovrappensiero | Poesie di un ragazzo strano

Ecco l’ennesimo pretesto per allontanarmi dalla realtà, per tenere la testa occupata.
Il mio più grande problema è sempre stato quello di pensare troppo, non mi fermo davvero mai. Sono un biciclo difettoso, privo di tamburo con cui poter creare attrito a ruote panoramiche ridimensionate.
Ho la perenne necessità di trovare un attimo di pausa, di distrarmi dal mio continuo interesse verso cose così divergenti dalla praticità.

Sovrappensiero

come un bambino che fissa un aquilone
senza conoscerne il meccanismo
come un cane che torna dal padrone
con il sorriso fisso
come una mano che si congiunge ad un’altra
cosciente che potrà cadere nell’abisso

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