The Lobster: amore proibito

117294-md

La nuova fatica del regista greco Yorgos Lanthimos si chiama The Lobster, un film molto ben accolto dalla critica mondiale che ha ricevuto il premio della giuria all’ultimo Festival di Cannes.

La pellicola è ambientata in un prossimo futuro distopico, dove essere single è considerato illegale. Il nostro protagonista David (Colin Farrell), si ritrova improvvisamente solo dopo essere stato lasciato dalla moglie e, come per tutti i single, deve rispettare una determinata procedura. Si viene portati con la forza in un hotel fuori città, dove si viene schedati, privati dei beni personali e assegnati in una stanza. A David viene assegnata la stanza numero 101 (ai lettori di Orwell questo numero ricorderà certamente qualcosa). Qui i single hanno 45 giorni di tempo per trovare un compagno o una compagna, altrimenti verranno trasformati in un animale a loro scelta. David esprime la volontà di essere trasformato in un’aragosta (Lobster appunto), in quanto è un animale longevo, ha il sangue blu come i nobili ed è fertile per tutta la vita.

The Lobster - Comò Mag

Ogni mattina la sveglia suona e ricorda agli ospiti il numero dei giorni mancanti, quasi come un moderno ed inquietante memento mori. Gli sfortunati sono poi obbligati a partecipare a scialbi eventi mondani per facilitare l’incontro con “l’anima gemella”, ma questa non può essere scelta a caso. In questo macabro futuro, la coppia deve avere una caratteristica in comune come un difetto fisico, una dote o una particolarità altrimenti non risulta valida. Gli ospiti dell’hotel possono guadagnare giorni di permanenza tramite la caccia, nel vero senso del termine, dei solitari ovvero un gruppo di persone che hanno deciso di trasgredire la legge e vivere senza un partner, per questo motivo devono nascondersi nei boschi lontano dalla civiltà.

Anche il protagonista deciderà di unirsi a loro ad un certo punto, ma questo non significa il raggiungimento della libertà. Infatti se prima era illegale essere single, ora è illegale essere innamorati e infrangere la legge non è punito con meno crudeltà di quanto non si faccia nell’hotel. David però si innamora, un amore sincero, autentico troppo puro per un mondo che ha perduto la capacità di provare emozioni.

The Lobster - Comò Mag

In questo film la prima cosa che colpisce lo spettatore è il costante senso di claustrofobia, sia fisica che mentale. Le pareti dell’hotel sembrano collassare sui personaggi, divengono le mura di una prigionia dorata che ad ogni fotogramma diventa sempre più soffocante. Anche quando David deciderà di rifugiarsi nei boschi questa sensazione permane. Infatti la natura perde la sua immagine di libertà e spensieratezza, e sembra sempre che dietro ogni albero possa celarsi una spia o un pericolo.

Tuttavia in questa situazione di perenne ansia e paura riesce comunque ad attecchire il prezioso seme dell’amore, quello vero, che non conoscere le barriere imposte dagli uomini. Nonostante le scene forti, il film non rinuncia ad altre di assoluta dolcezza, che per un attimo ci riportano alla nostra realtà e alla delicatezza dei piccoli gesti che caratterizzano l’umanità. Ma ciò che sembra davvero mancarci in questo film è la possibilità di scegliere. In questa realtà non si può decidere di stare soli, non si può decidere di stare con qualcuno, non sono accettate le sfumature: le cose sono nere o bianche perché un governo intangibile e minaccioso ha già scelto per noi cosa dobbiamo essere.

Sull’amore questo film ha tanto da dirci. Prima di tutto che esso non conosce finzioni, di fatto alcuni clienti dell’hotel fanno finta di avere dei connotati simili a quelli di un altro ospite in modo da formare una coppia e sfuggire alla trasformazione in animali. Anche David cascherà in questo sotterfugio e puntualmente ne riceverà le peggiori conseguenze.

the_lobster_posters-xlarge

Un’altra cosa che stupisce sicuramente del film è che i nomi, oltre quello di David, non vengono mai rilevati. I personaggi vengono piuttosto caratterizzati da una loro particolarità che per la loro identità, questo e in generale la realtà surreale del film, procedono verso una feroce disumanizzazione dei personaggi. La finalità di ciò sembra essere quella di stordire il pubblico, portandolo in una dimensione dell’assurdo ignota, alienante ed estremamente cinica. L’autenticità dei rapporti e dei sentimenti è totalmente persa, i punti fermi che caratterizzano la coscienza demoliti e non sappiamo riconoscerci in questo nuovo cosmo, se non provando ad entrare nella sua orribile ottica. Sono proprio le scene di tenerezza di David e la sua donna a riportarci al nostro universo, ricordandoci di quanto sia necessario per noi l’amare e essere riamati con assoluta semplicità e libertà.

Il cast stellare scelto da Lanthimos, Colin Farrell e Rachel Weisz in testa, risponde egregiamente alle alte ambizioni del regista: la recitazione, la voce quasi monotona dei personaggi e i dialoghi che superano qualsiasi limite dell’assurdo, riescono a destabilizzare completamente lo spettatore. Un tratto caratteristico del film è la bellissima voce narrante di Rachel Weisz che ci accompagna per tutta la prima parte, dando un tocco solenne e romanzesco alla pellicola.

The Lobster è un film decisamente atipico e surreale, che ha il potere di farci riflettere su ciò che diamo per scontato. Un film non semplice che disturba le nostre coscienze, ma che anche dopo essere usciti dalla sala continuiamo a portarci dietro ed è davvero difficile liberarsene. Ma è proprio questo che deve fare un buon film dopotutto, renderci consapevoli di quello che avevamo scordato e migliorarci se è possibile.

Lascia un commento