The Room | Corto Breviario di Film Inutili

Il film inutile del giorno

Salmo del giorno
The Room

Dalla inconseguente inconsequenzialità del profeta
Tommy Wiseau

Donatovi dalla mentecatta magnanimità di
Wiseau-Films

Con la connivente compartecipazione di Tommy Wiseau, Greg Sestero, Juliette Danielle, e altri circensi canzonatori assisi alla sinistra dei censori del buonsenso

Recante il sigillo di approvazione della gilda giullaresca de
Wiseau-Films (sì, ancora)

Miracolo avvenuto nell’eretico eremitaggio di Stati Uniti d’America

[Scritte in piccolissimo per sfuggire alla presbiopia presbiteriana del padre, della madre, e di chiunque facesse un po’ il filisteo]

La funzione durerà 99 minuti. Prima di accostarvi all’Immagine Inutile, lavatevi i piedi per venti secondi consecutivi, spazzolate finemente le gengive, e sturatevi bene le orecchie. Scaccolatevi, se nessuno vi vede.

The Room

Frase responsoriale

“You are tearing me apart, Lisa!”

Fedeli!

Dopo la pausa estiva, per ritornare a praticare la via dell’Immagine Inutile ci vuole un po’ di sburla. Preparatevi allora a una puntata irripetibile, l’entrata di Breviario che tutti stavate ansiosamente aspettando. Svolgete le abluzioni rituali, e preparatevi alla visione di The Room (2003). Da non confondersi con il criticamente validato Room (2015), The Room convalida quel detto inglese per cui la regola del “so bad it’s good” spesso domina gli schermi dei perdigiorno come noi. Prima di cominciare, un’altra, doverosa, avvertenza: The Room non è, strettamente parlando, un film inutile. Però lo è se allarghiamo di un micron lo spettro dell’inutilità. E poi, è settembre per tutti, e iniziare a infierire su di voi appena tornati dalle vacanze, non pareva bello. Che si inizi, dunque!

Scritto, diretto, recitato, prodotto e distribuito interamente da Tommy Wiseau, The Room è, in modo piuttosto ovvio, un film che dipende interamente dal suo ideatore e creatore. Il passato di Wiseau è piuttosto fumoso. Si dichiara statunitense, di New Orleans per la precisione, ma parla con uno spiccato accento dell’Est Europa (ricerche biografiche sul suo conto ne hanno fatto emergere le probabili origini polacche). È ricco, incredibilmente ricco, tanto da mettere in piedi una casa di produzione e perfino studi cinematografici dedicati per girare il suo film. Tommy, insomma, non accetta obiezioni. Il suo film è frutto della più geniale invenzione cinematografica nella storia del genere umano, e The Room ne deve essere, programmaticamente, la prova.

Per farlo però, fedeli, Tommy decide di appoggiarsi alla più prosaica delle sceneggiature: un intrigo amoroso e piuttosto scoperto tra l’uomo d’affari Johnny (Tommy Wiseau), la sua promessa sposa Lisa (Juliette Danielle), e l’amico Mark (Greg Sestero, braccio destro di Wiseau per queste e altre sconsiderate imprese alla celluloide). Dopo aver scoperto che la madre Claudette (Carolyn Minnott) è malata di cancro, Lisa decide, piuttosto sconsideratamente, di sedurre Mark. Questo, te pareva, ci sta. Da lì, la tranquillità domestica dell’ignaro Johnny e di Lisa non sarà più la stessa.

The Room Film inutili Comò Mag

The Room, fedeli, è girato davvero male, montato peggio, e chi ha scelto la colonna sonora ha probabilmente guardato telenovele sotto acidi per tutta la propria vita. I dialoghi sono scritti con l’accetta, la recitazione è così blanda che un canguro avrebbe saputo fare meglio. Per qualche postmoderna considerazione, la casa di Johnny, set principale del film, è piena di foto di cucchiai di acciaio inox ben incorniciati, come se fossero foto di famiglia. In un’ora e 39 minuti, la battute memorabili non si contano. The Room è una fabbrica di meme, e una pietra miliare imprescindibile per chiunque voglia avere una conversazione, per quanto pour parler, con un* appassionat* di cinema.

A questo punto, fedeli, lo avrete capito: The Room è un film inutile ma in modo tragico; una pellicola che non ha ragion d’essere solo nel senso che è kitsch, cafona, e, in ultima analisi, brutta (sì, materialmente brutta) e rugosa. Non c’è un motivo al mondo per guardare The Room se non il volerlo deliberatamente guardare. E questo, in qualche modo, è rinfrancante e perfettamente in linea con lo spirito di questo Breviario. Dunque accostatevi, fedeli, fatevi più vicini, e preparatevi a un’esperienza che vorrete dimenticare il più presto possibile. Che perdita di tempo, avrebbero detto i vostri canuti antenati. Ma questo film era così brutto che non voleva dire proprio niente, lamenteranno i vostri genitori, che volevano solo riciclare i loro guadagni comprandosi un momento di distrazione dall’obbrobrio della routine quotidiana. Che roba senza senso, la prossima volta scelgo io (e questi sono i vostri partner, irritati per aver ceduto ai vostri gusti cinematografici).

Benritrovati, fedeli, a questa celebrazione dell’Immagine Inutile. Ora andate, dimenticatevene, e spargete il Verbo. Alla prossima.

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