Andrea Sopranzi | Vita da Igers

Oggi vi presento Andrea Sopranzi (@andrea_sopranzi) seguitissimo Igers italiano originario di una bellissima regione, della quale però spesso si dimenticano i confini, le Marche (con cosa confinano le Marche?). Ho deciso di intervistarlo perché il suo profilo è capace di appagare il mio bisogno quotidiano di simmetria, ordine e precisione. Cosa c’è di più terapeutico che una serie di immagine coordinate, con prospettive raddrizzate e colori calibrati? Andrea maneggia le sue foto con estrema cura, la stessa che Monica riservava al set di piatti ricevuto in regalo per il matrimonio con Chandler.

Andrea Sopranzi Igers

Andando oltre questa motivazione, sicuramente poco convincente per chi non perde quotidianamente la lucidità davanti ad Illustrator, bisogna dire che il profilo di Andrea è ricco di posti bellissimi, paesaggi, dettagli sapientemente selezionati, colori vivi e voglia di osservare. Ho fatto quattro chiacchiere con lui, tra sogni nel cassetto, timidezza, passione per la fotografia e incontri inaspettati. Se siete curiosi di scoprire qualcosa in più su di lui non vi resta che leggere l’intervista.

Andrea Sopranzi

Ciao! Chi sei?

Ciao! Sono Andrea, ho 26 anni, lavoro da più di quattro anni in uno studio grafico dove mi occupo di immagine coordinata, impaginazione, web, social e molto altro. Sono nato e cresciuto nelle splendide Marche. Ho vissuto fino ad un anno fa a Recanati e ora sono a Pesaro. Mi piace l’arte, il design e, ovviamente, viaggiare! Tra un progetto grafico e l’altro, mi diverto a condividere su Instagram alcuni appunti visivi della mia vita: dettagli, colori o paesaggi che catturano la mia attenzione e che voglio salvare nel mio “diario” virtuale.

Vita da Igers: Andrea Sopranzi

Cosa c’è nel tuo cassetto?

Nel mio cassetto ideale ci sono tanti grandi scompartimenti e tutto è in perfetto ordine! All’interno custodisco l’iPhone, il mio MacBook, la macchina fotografica, quadernini e penne colorate, qualche testo di Bruno Munari, libri di grafica… e una buona dose di timidezza, che mi accompagna, ahimè, quotidianamente! Da qualche parte dovrebbero esserci anche dei calzini (ordinati per colore, ovviamente!).

Vita da Igers: Andrea Sopranzi

Com’è nata la tua passione per la fotografia e per Instagram?

Il mio primo approccio con la fotografia l’ho avuto dopo il Liceo, durante il corso specialistico triennale di Graphic Design. Non sono assolutamente un fotografo ma mi diverto a fotografare i paesaggi che mi circondano, trovare dei dettagli inusuali ed elementi grafici che catturano la mia attenzione. Amo cogliere la bellezza e i colori del territorio in cui vivo (le Marche) e trovare nuovi soggetti durante i miei viaggi. Ho scaricato Instagram diversi anni fa proprio per gioco. Non mi interessava molto il social, piuttosto la possibilità di modificare le foto con i filtri e aggiungere le cornici. Ricordo che ero un grandissimo fan del filtro/cornice “Earlybird”… e direi che, da allora, molte cose sono cambiate!

Andrea Sopranzi

Sei un graphic designer a tempo pieno con la passione per la fotografia. Cosa hanno in comune queste due attività?

Lo stile dei miei scatti è fortemente influenzato dal mio lavoro come graphic designer. Il rigore, la pulizia, la precisione delle linee, i colori accesi, l’armonia… Sono caratteristiche che accomunano tutti i miei progetti, sia grafici che fotografici.

Ordine, equilibrio e bilanciamento dei colori. Come nascono gli scatti che condividi sul tuo profilo?

Di solito mi lascio guidare dall’istinto. Fotografo ciò che cattura la mia attenzione: un dettaglio con un colore che mi piace, una composizione armonica, un bel panorama. Successivamente, modifico gli scatti migliori con Photoshop e Lightroom per cercare di renderli, almeno per il mio gusto, perfetti. Tolgo tutti gli elementi di disturbo, sistemo la prospettiva e, infine, applico la color correction più adatta. Questo, per me, è un passaggio fondamentale e infatti non riesco quasi mai a caricare una foto sul momento! Infine, cerco di prestare particolare attenzione alla griglia di foto che viene visualizzata nella pagina introduttiva del mio profilo. E’ essenziale che ogni foto sia in armonia con quelle adiacenti. Sono un po’ fissato, in effetti!

Vita da Igers: Andrea Sopranzi

Che sogni hai nel cassetto del Comò?

Vorrei non smettere mai di imparare e di migliorarmi, soprattutto in ambito lavorativo. E se proprio devo sognare… Vorrei lavorare per sei mesi e passare il resto dell’anno in viaggio! “A man can dream!”

Spesso si ha la sensazione che la vita su Instagram, tutta filtri e saturazioni aumentate, sia più bella di quella vera. Che differenza c’è tra la tua vita reale e quella social?

Per quanto mi riguarda, non si tratta di avere due vite, una reale e una social. Piuttosto, su Instagram condivido una piccola parte della mia vita, quella fatta di viaggi, passeggiate in riva al mare o nei borghi del mio territorio, ricerca di dettagli architettonici. Ovviamente c’è molto altro (il lavoro davanti al computer, spostamenti in treno… Insomma, la solita routine quotidiana), ma questo è un aspetto che lascio privato, anche perché, non credo possa risultare molto interessante!

Vita da Igers: Andrea Sopranzi

Sul web possono nascere belle amicizie, incontri inaspettati, inviti divertenti o interessanti collaborazioni. Hai vissuto qualche esperienza particolare grazie ad Instagram?

Instagram mi ha dato l’opportunità sia di conoscere virtualmente persone molto interessanti, sia di mettermi alla prova con alcune collaborazioni con brand italiani ed esteri. L’aspetto davvero interessante di questo social è che ci sono quotidianamente nuovi stimoli, nuove foto da vedere, nuovi profili da seguire, contest fotografici. E’ una piattaforma dove condividere, crescere, instaurare nuovi rapporti (sia lavorativi che di amicizia). Insomma, non ci si annoia mai!

Vita da Igers: Andrea Sopranzi

Quali sono i profili che ti ispirano maggiormente?

Mi piacciono i profili che seguono un’estetica simile alla mia: colori in armonia tra loro, pulizia, minimalismo. Molti di loro sono marchigiani come me: è bello guardare la propria terra anche con gli occhi di qualcun altro. Non si finisce mai di scoprire posti nuovi a pochi passi da casa!

Mettendo da parte le parole e tirando fuori la macchina, come fotograferesti il tuo Comò?

Preferisco fare una cosa un po’ diversa e immaginare un comò ideale, che rappresentasse il mio gusto, i miei colori preferiti, la mia visione razionale, minimale e geometrica della fotografia e della grafica. Eccolo!

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