Antonio Martiniello | Vita da Igers

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antonio martinielloContinua il nostro viaggio tra le vite degli Igers più seguiti d’Italia, per scoprire le persone belle che si nascondono dietro le belle fotografie pubblicate sui loro profili. Oggi scopriamo la galleria virtuale, tra il bianco/nero e i colori pastello, di Antonio Martiniello, giovane insta-fotografo di Napoli.

Appassionato di fashion e design, Antonio ha frequentato l’Accademia della Moda nella sua città natale, per poi spostarsi a Londra e frequentare un corso di Fashion Illustration. I suoi progetti creativi nascono sotto il nome di AM Design Concept, attività che si occupa di servizi fotografici ed eventi. Guardando gli scatti del suo profilo, si ha la sensazione di prendere parte alla sua vita, di spiare il suo caffè quotidiano al bar o di guardare l’angolo di una stanza ben arredata, attraverso i suoi occhi. Una gallery reale ed onesta, pallida, ma molto viva. “Non mi sento ancora ne un designer, ne un influencer” mi ha detto Antonio “la strada per entrambi i ruoli è ancora in salita”. Il lavoro che sta facendo, però, è sicuramente degno di nota e vi consiglio di leggere l’intervista per scoprire qualcosa in più.

Abbiamo parlato di cassetti e diari, di scelte di pancia e vecchiaia, di hotel e bed and breakfast. Se siete curiosi non vi resta che continuare a leggere, ma prima ecco il nostro insta-riassunto in formato condivisibile. [hr_invisible]

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Ciao Antonio! Cosa c’è nel tuo cassetto?

Io non ho un cassetto. Quando sento il bisogno o il desiderio di iniziare qualcosa di nuovo cerco di concretizzarlo in breve tempo, quando posso. Sono una persona senza grandi pretese, uno di quelli che “le cose belle della vita non sono cose” e quindi mi prendo quello che la gente lascia di se, non quello che ha da offrire. Nel mio cassetto c’è l’istinitività, che siano sbagliate o meno, le scelte di pancia sono sempre quelle più autentiche.

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I “K” ormai sono sinonimo di web-successo e tu ne hai collezionati parecchi. Come si diventa igers?

Quando ti muove la passione diventi ciò che vuoi. Per gioco, e per caso probabilmente. Instagram per me è una sorta di diario. Non passano giornate senza che io posti qualcosa, che sia un luogo, me stesso o qualcosa che riguardi le mie passioni e il mio lavoro. Da un po di tempo ho perso di vista la coerenza stilistica che spesso gli Instagramers tendono a mantenere per una pulizia e un filo conduttore che sia chiaro e coinciso agli occhi del potenziale follower. Come capita in alcuni momenti della vita, anche su Instagram puoi scegliere cosa trasmettere di te stesso agli altri. Se illudere e passare le tue giornate a contare i followers, monitorarli o a gestirli, o semplicemente a raccontare chi sei realmente e cosa vuoi che le persone apprezzino di te e ciò che fai. [hr_invisible]

Bianco e nero, quotidiani still life, immagini desaturate e punte di rosa pastello. Quali sono i tuoi scatti preferiti, quelli che ti stanno più a cuore o semplicemente a cui sei più affezionato?

Tutti. Ogni singolo scatto ha raccontato una giornata della mia vita, e quando scorro le slide del mio profilo penso a quando sarò vecchio e alla possibilità di rivivere quei momenti grazie a quelle stesse immagini. La fotografia per me è anche questo. Anzi, forse è questo e basta.

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Si può vivere di solo Instagram? 

Non credo. Penso sia ancora lontana la possibilità di poter “campare” di solo Instagram. Le collaborazioni retribuite sono saltuarie, quasi mai le aziende dispongono di budget e di soli prodotti da sponsorizzare gratuitamente non ci si arriva a fine mese. In compenso, credo che l’Igers o l’influencer, siano comunque lavori. Se tali aziende decidono di investire e iniziare collaborazioni con te, non vedo perchè la creatività, la visibilità e il lavoro che c’è dietro a uno scatto, debbano essere minimizzati o non considerati un servizio o un lavoro stesso.

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Spesso si ha la sensazione che la vita su Instagram, tutta filtri e saturazioni aumentate, sia più bella di quella vera. Che differenza c’è tra la tua vita reale e quella social? 

Se tu potessi scegliere di alloggiare tra un albergo 5 stelle in centro città e un b&b in periferia, cosa sceglieresti? Tutti forse il 5 stelle in città, non curanti che anche il b&b di periferia possa riservare tante cose belle. E così è Instagram. La vita social è l’alloggio 5 stelle, mentre quella reale in media è il B&B. A meno che tu non stia parlando di un profilo gestito da social media marketing per un’ azienda, penso esista una sola vita senza differenza tra social e reale, bisogna esser fieri e mostrarsi per quello che si è veramente.

Quali sono i profili di Instagram che segui e che ti inspirano maggiormente?

Seguo circa 2.400 persone. Non sono una persona selettiva ma inevitabilmente c’è chi mi ispira di più e chi meno. Chiunque abbia qualcosa da raccontare, che fotografi colazioni, luoghi, gite fuori porta, viaggi lo trovi nei miei “segui già”.

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Ora non vi resta che fare un salto nel profilo di Antonio Martiniello (@antoniomartiniello) per scoprire tutti gli scatti del suo diario virtuale condiviso, che si arricchisce ogni giorno di nuove fotografie e ricordi. Buona visione!

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