Pier.V | Vita da Igers

Pier Vinci Comò Mag

Se fossimo in un film quest’articolo inizierebbe con un flash-back che ci riporterebbe tutti indietro nel tempo.

Comò Mag

6 Giugno 2015. Fuori fa caldo, ma non nella mia camera interrata. Eccomi lí, seduto davanti al tanto bello quanto lento Mac, intento a pubblicare questo articolo sul Comò:

A volte, riguardando le foto sul mio profilo di Instagram, mi capita di pensare: “quel ragazzo sembra divertirsi davvero molto!” E’ come se di colpo mi ritrovassi ad invidiare la mia stessa vita (virtuale) e a desiderare di viverla nella realtà.“Come vorrei essere lui! Sempre diviso tra giornate di relax e posti bellissimi!” […]

Poi whoosh… Eccoci di nuovo al presente.

Comò Mag

26 Novembre 2015. Fuori fa freddo e anche nella mia camera interrata. Sono passati alcuni mesi, ma oggi rischio di rivivere quella stessa strana sensazione di invidia, mista a desiderio insano di evasione, che mi aveva colpito nei primo giorni di Giugno. La colpa, però, questa volta non è mia, ma del nostro ospite sul Comò e dei suoi insta-scatti eccessivamente belli.

Se fossimo in un film ora mi vedreste scrivere quest’articolo al computer  e intanto in voice-over sentireste i miei pensieri, che suonerebbero all’incirca così:

Oggi riguardando le foto sul profilo di Pier.V, per selezionare quelle adatte al post, mi è capitato di pensare: “quel ragazzo sembra divertirsi davvero molto!” E’ come se di colpo mi ritrovassi ad invidiare la sua vita (virtuale) e a desiderare avidamente di rubargliela.“Come vorrei essere lui! Sempre diviso tra giornate di relax e posti bellissimi!”

Purtroppo però non siamo in un film, quindi non perdiamo tempo e iniziamo subito l’intervista a Pier Vinci (@pier.v) famoso instagrammer italiano e oggi protagonista della seconda puntata di Vite da Ingers qui sul Comò.

Ciao Pier.V! Cosa c’è nel tuo cassetto?

Questo è davvero un ottimo modo per presentarsi: nel mio cassetto ci sono una manciata di biglietti aereo, un’agenda verde, qualche biglietto da visita, una scatola di macarons, una trombetta collezionata all’ultimo party e un volantino di quel locale di Berlino che mi piace un sacco.


Pier Vinci - Comò Mag  Pier Vinci - Comò Mag


Hai collezionato parecchi ‘K’ sul tuo profilo e ogni tuo scatto ha sempre un ottimo riscontro. Come si diventa igers di successo?

Non credo esista una formula magica, basta avere voglia di raccontarsi un po’. Sono sicuro che questo non valga solo per i social come Instagram, ma come attitudine di vita.

Tavole imbandite, spazi aperti, vedute ricercate e contrasti decisi. Quali sono i tuoi tre scatti preferiti, quelli che ti stanno più a cuore o semplicemente a cui sei più affezionato?

Sono affezionato a tutti i momenti scattati in Cilento, nella mia terra d’origine. Se proprio dovessi scegliere tre foto, sicuramente i tre tramonti più recenti scattati a Sapri. Rappresentano ricordi che porto con me in tutti i miei viaggi, non vivendo più lì ormai da anni. Tuttavia, sono geloso degli scatti che mi stanno più intimamente a cuore e difficilmente li pubblico.


Pier Vinci - Comò Mag  Pier Vinci - Comò Mag


Quanto tempo dedichi ogni giorno alle tue fotografie?

Non molto, ma credo sia più che sufficiente. Il fine di un tipo di fotografia come quella di Instagram è di catturare un’istantanea, rapida e veloce, ai limiti dell’use once and destroy. Dedicarle troppo tempo  spesso rischia di comprometterne la spontaneità.

Chi lavora in televisione ogni mattina aspetta con ansia i dati Auditel, chi gestisce un blog o un sito online controlla compulsivamente le visualizzazioni e Benedetta Parodi ogni Natale gira per le librerie sperando di vedere il proprio libro sembra alla prima posizione nella parete dei più venduti. Che rapporto hai con i ‘mi piace’? Soffri di tanto in tanto della like-dipendenza?

 Tra tutte le dipendenze che ho quella per i like per fortuna l’ho scampata! E il libro della Parodi, dai perché no. Scherzi a parte, focalizzarsi sul mero successo di una pagina in termini di likes credo sia di detrimento al successo della pagina stessa.


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Spesso si ha la sensazione che la vita su Instagram, tutta filtri e saturazioni aumentate, sia più bella di quella vera. Che differenza c’è tra la tua vita reale e quella social?

 Se professi autenticità non dovrebbe essercene molta. Tuttavia l’emozione di una viva chiacchierata faccia a faccia è qualcosa che difficilmente riusciresti a riportare su un social, che finisce inevitabilmente per agire come un filtro. Per molti diventa una ricerca estetica, io preferisco vederci una versione della realtà più romantica e interiore.

Quali sono i profili che ti inspirano maggiormente?

Dall’artista preferito (@bjork) alla blogger di cucina (@chiarainpentola), sono tanti i profili che seguo da tempo. Mi sento però di consigliare un paio di amici, uno perché viaggiatore come me (@romaincosta_), l’altro perché a differenza mia, ha un vero talento per la fotografia. (@riccardoferrantiphotographer)


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Seguo il profilo di Pier da molti mesi e sono rimasto subito affascinato dalla galleria virtuale che ha creato. Se le sue parole vi hanno incuriosito vi consiglio di visitare il suo profilo @pier.v rimarrete  sicuramente colpiti.

Grazie Pier per averci fatto sbirciare un po’ nel tuo cassetto!

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