Salvatore Buonumore | Vita da Igers

Salvatore Buonocore

La vita che gli Igers rappresentano con i loro scatti, spesso non sembra del tutto reale.  Appare più bella di quella vera. Questa non vuole essere una critica, ma soltanto una constatazione,  riscontrabile, tra l’altro, anche nei nostri profili personali (di noi comuni mortali senza “mila” dopo il 40 nei follower). Anche noi carichiamo spesso un upgrade della realtà, un’evoluzione soleggiata, sorridente e scintillante. Poi, a volte, può capitare di imbattersi in un profilo che ha un fortissimo profumo, anzi odore di realtà. Impossibile non restarne colpiti.

Salvatore Buonocore

Questa è la sensazione che ho avuto quando sono capitato, per caso, sulla galleria virtuale di Salvatore Buonocore, giovane Igers napoletano. I suoi scatti, rubati alla quotidianità delle persone, conservano tutta la verità della realtà, nella sua estrema semplicità. Sono i volti delle persone che hanno catalizzato la mia attenzione scrollando il profilo di Salvatore. Ho avuto la sensazione di passeggiare nel mercato della mia piccola città, il lunedì mattina. Mi è venuto naturale fare quel gioco che spesso faccio al ristorante, quando guardo nei tavoli accanto e provo ad immaginare chi siano quegli sconosciuti intenti a consumare il loro pasto. Sono queste sensazioni che mi hanno spinto a cercare Salvatore Buonocore per poter dedicare a lui la prima intervista dell’anno di Vita da Igers. Vi lascio alla nostra chiacchierata, buona lettura e buona visione!

Salvatore Buonocore

Ciao SalvatoreChi sei?

Ciao a tutti! Sono Salvatore Buonocore, ho 21 anni e vivo in una delle tante periferie di Napoli.

Cosa cè nel tuo cassetto?

Bella domanda. Di sicuro non troverai l’ordine, è tutto un po’ messo li alla rinfusa. Un cassetto caotico, un po’ come le stradine di Napoli che tanto amo. E’ tutto un miscuglio di idee, calzini, progetti, mutande e diete. Ah, quasi dimenticavo le cose più importanti, la mia macchina fotografica, che è la mia compagna più fedele, il mio iPhone e il Mac.

Salvatore Buonocore

Il tuo profilo ha un sapore molto reale. Quali sono le caratteristiche della tua fotografia e dove nasce questo stile?

Beh si, il mio intento è quello di raccontare la città attraverso i volti di chi la abita giorno dopo giorno. Zaino in spalla e macchina fotografica pronta all’uso, mi confondo tra la folla, e proprio come un predatore, aspetto il momento giusto per catturare la mia preda. Cerco di cogliere l’attimo e le espressioni più spontanee, ai luoghi desolati preferisco le stradine strette e affollate, dove si nasconde l’anima, e il lato più intimo di una città. Cerco di seguire gli insegnamenti di Henri Cartier-Bresson, un mostro sacro della Street Photography, il quale sosteneva che le fotografie possono raggiungere l’eternità attraverso il momento.

Salvatore Buonocore

Quello che mi ha colpito subito dei tuoi scatti e la presenza della gente comune. Qual è il tuo soggetto ideale?

Diciamo che non ho un soggetto ideale. Quando vado in giro per scattare, non so mai cosa aspettarmi.

Salvatore Buonocore

Sembrano foto fatte di nascosto, scatti rubati. Come reagiscono le persone quando scopre di essere fotografata?

Si, la maggior parte delle mie foto sono fatte di nascosto. Non lo faccio per la paura di essere scoperto e magari menato, ma lo faccio per non disturbare la scena. Voglio che l’attimo sia quanto più vero possibile, anche se come potete vedere dalla mia galleria, ogni tanto devo espormi per realizzare dei ritratti. E’ una cosa nuova che sto sperimentando da poco, in quel caso chiedo di poter scattare, e sono rimasto piacevolmente sorpreso dal fatto che fino ad ora, nessuno si è mai tirato indietro.

Salvatore Buonocore

Che sogni hai nel cassetto del Comò?

Il mio sogno più grande è quello di poter diventare un fotografo vero, vivere solo di questo sarebbe fantastico.

Salvatore Buonocore

Pensi che si nasconda qualche insidia dietro il mondo social/virtuale?

Le insidie ci sono, e ne sono anche tante. Hai presente gli arrampicatori sociali che cercano aiuto e quando hanno raggiunto il loro obiettivo nemmeno ti rivolgono più la parola? Questo è quello che accade un po nei social oggi e in particolare in instagram. Quel social nato come una comunità di fotoamatori oggi non esiste più. Vali solo se hai un certo numero di followers e di like. Ma queste sono cose che lascio ad altri , io non ho mai cambiato la mia fotografia per qualcuno, cerco di imparare quante più cose possibili senza badare troppo ai like. Alla fine una foto può piacere anche senza fare il “double tap”.

Salvatore Buonocore

Sul web possono nascere belle amicizie, incontri inaspettati, inviti divertenti o interessanti collaborazioni. Hai vissuto qualche esperienza particolare grazie ad Instagram?

Come su tutti i social, le amicizie vere e disinteressate, sono rare da trovare. Io ci sono riuscito ed è bello quando c’è rispetto reciproco. Per quanto riguarda collaborazioni ed esperienze, ho avuto modo di collaborare con grandissimi aziende, ed è stato fantastico! Ed é ancora fantastico quando arriva una di quelle e-mail che.. “Ciao Salvatore, abbiamo visto la tua galleria, ci ha molto colpiti e quindi…” non potete capire, che gioia nel leggere quel messaggio iniziale, significa che quella persona dietro quella mail, crede in te, proprio come voi del Comò.

Salvatore Buonocore

Se dovessi consigliarci tre profili Instagram da consigliarci, quali sceglieresti?

I profili che seguo con grande piacere e che vi consiglio sono : @joshkjack , @sixstreetunder, @manuelavitulli

Ringrazio di cuore Salvatore Buonocore per aver condiviso un pezzo della sua storia nei cassetti del nostro Comò. In questo articolo, tra una domanda e l’altra, avete potuto assaporare solo una piccola parte della sua fantastica galleria virtuale, quindi ora vi consiglio di fare un giretto sul suo profilo. Prima di lasciarci, però, ecco la nostra consueta domanda fotografica: la risposta nello scatto!

Mettendo da parte le parole e tirando fuori la macchina fotografica, com’è il tuo Comò?

Salvatore Buonocore

(Sì, nel mio comò c’è un castagnaro!)

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